Scadenze fiscali 2026: le date da segnare in agenda
Conoscere le scadenze fiscali in anticipo è il modo più semplice per evitare sanzioni e gestire la liquidità senza sorprese. Questo articolo raccoglie le principali date del 2026 per professionisti e aziende.
Nota: Le scadenze possono variare per effetto di proroghe o festività. Verifica sempre le date aggiornate con il tuo commercialista o sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Per il calendario completo, consulta anche la nostra pagina Scadenze Fiscali 2026.
Cosa succede se si manca una scadenza
Mancare una scadenza non è solo un inconveniente — comporta sanzioni automatiche. Il meccanismo del ravvedimento operoso permette di regolarizzare la posizione con sanzioni ridotte, a patto di agire prima di ricevere una notifica ufficiale:
- Entro 14 giorni: 0,1% al giorno (max 1,4%)
- Entro 30 giorni: 1,5%
- Entro 90 giorni: 1,67%
- Entro 1 anno: 3,75%
Prima intervieni, meno paghi.
Le date chiave del 2026
Gennaio
16 gennaio — Versamento IVA (dicembre 2025) per chi è in regime mensile.
Febbraio
16 febbraio — Versamento IVA (4° trimestre 2025) per chi lo gestisce.
16 febbraio — Versamento INPS fisso artigiani e commercianti (4^ rata 2025).
16 febbraio — Versamento INAIL.
16 febbraio — Versamento IVA (gennaio 2026) per chi è in regime mensile.
Marzo
16 marzo — Versamento IVA (saldo 2025).
16 marzo — Versamento IVA (febbraio 2026) per chi è in regime mensile.
Aprile
16 aprile — Versamento IVA (marzo 2026) per chi è in regime mensile.
30 aprile — Dichiarazione IVA annuale per l’anno 2025. I contribuenti in regime forfettario sono esonerati.
Maggio
16 maggio — Versamento IVA (1° trimestre 2026) per chi è in regime trimestrale.
16 maggio — Versamento INPS fisso artigiani e commercianti (1^ rata 2026).
16 maggio — Versamento IVA (aprile 2026) per chi è in regime mensile.
Giugno
16 giugno — IMU (acconto 2026).
16 giugno — Versamento IVA (maggio 2026) per chi è in regime mensile.
16 giugno — Versamento CCIAA per chi è iscritto in camera di commercio.
30 giugno — La scadenza più importante dell’anno: saldo IRPEF/ADDIZIONALI/IRAP/INPS A PERCENTUALE E GESTIONE SEPARATA/CEDOLARE/IMPOSTA SOSTITUTIVA/IMPOSTE ESTERE 2025 e primo acconto 2026. In alternativa si può pagare entro il 31 luglio con una maggiorazione dello 0,40%.
Luglio
16 luglio — Versamento IVA (giugno 2026) per chi è in regime mensile.
Agosto
20 agosto — Versamento IVA (2° trimestre 2026) per chi è in regime trimestrale.
20 agosto — Versamento IVA (luglio 2026) per chi è in regime mensile.
20 agosto — Versamento INPS fisso artigiani e commercianti (2^ rata 2026).
Settembre
16 settembre — Versamento IVA (agosto 2026) per chi è in regime mensile.
30 settembre — Presentazione del Modello 730 per l’anno 2025 (dipendenti e pensionati).
Ottobre
16 ottobre — Versamento IVA (settembre 2026) per chi è in regime mensile.
31 ottobre — Presentazione del Modello Redditi PF/SP/SC/ENC e IRAP per l’anno 2025.
Novembre
16 novembre — Versamento IVA (3° trimestre 2026) per chi è in regime trimestrale.
16 novembre — Versamento IVA (ottobre 2026) per chi è in regime mensile.
16 novembre — Versamento INPS fisso artigiani e commercianti (3^ rata 2026).
30 novembre — Secondo acconto IRPEF/ADDIZIONALI/IRAP/INPS A PERCENTUALE E GESTIONE SEPARATA/CEDOLARE/IMPOSTA SOSTITUTIVA/IMPOSTE ESTERE 2026.
Dicembre
16 dicembre — Versamento IVA (novembre 2026) per chi è in regime mensile.
16 dicembre — IMU (saldo 2026).
27 dicembre — Acconto IVA 2026.
Per il professionista
Le scadenze fiscali del professionista
Le date principali dell’anno per chi ha la Partita IVA come lavoratore autonomo o libero professionista.
| Scadenza | Adempimento |
|---|---|
| 16 marzo | IVA annuale (se trimestrali) |
| 30 aprile | Dichiarazione IVA |
| 30 aprile | CU dei collaboratori |
| 16 maggio | IVA 1° trimestre |
| 30 giugno | Saldo IRPEF e Addizionali e INPS + 1° acconto (o proroga luglio con maggiorazione) |
| 20 agosto | IVA 2° trimestre |
| 31 ottobre | Unico PF (persone fisiche) |
| 16 novembre | IVA 3° trimestre |
| 30 novembre | 2° acconto IRPEF e Addizionali e INPS |
| 27 dicembre | IVA acconto |
Il ravvedimento operoso: come funziona nel dettaglio
Il ravvedimento operoso è lo strumento con cui il contribuente può sanare autonomamente un pagamento omesso o tardivo, beneficiando di sanzioni significativamente inferiori rispetto a quelle applicate d’ufficio dall’Agenzia delle Entrate in caso di controllo.
Per utilizzarlo è necessario versare, nello stesso momento, tre elementi distinti: l’imposta non pagata, la sanzione ridotta prevista dall’intervallo temporale in cui ci si trova, e gli interessi legali calcolati in base ai giorni di ritardo. Il tasso degli interessi legali si aggiorna annualmente con decreto ministeriale, quindi è opportuno verificarne il valore attuale prima di procedere al calcolo.
La condizione fondamentale è che la regolarizzazione avvenga in modo spontaneo, ovvero prima che l’Amministrazione finanziaria abbia già avviato un accertamento, una verifica fiscale o notificato un atto impositivo. Se il contribuente riceve anche solo un questionario o una richiesta di chiarimenti collegata all’omissione, la possibilità di accedere al ravvedimento con le sanzioni ridotte può decadere per quella specifica irregolarità.
Il calcolo si effettua tramite il modello F24, utilizzando i codici tributo specifici per la sanzione e per gli interessi legali, distinti da quelli dell’imposta principale. Un commercialista può predisporre il modello in pochi minuti, evitando errori che potrebbero rendere inefficace il ravvedimento.
Le scadenze per le società di capitali: IRES, IRAP e acconti
Le società di capitali — srl, spa e sapa — seguono un calendario fiscale parzialmente diverso rispetto ai professionisti e alle ditte individuali. La distinzione più rilevante riguarda il periodo di imposta, che non coincide necessariamente con l’anno solare.
Per le società con esercizio coincidente con l’anno solare (chiusura al 31 dicembre 2025), le principali scadenze 2026 sono le seguenti:
- Entro il 31 ottobre 2026 — Presentazione della dichiarazione dei redditi (Modello Redditi SC) e della dichiarazione IRAP per l’anno 2025. La scadenza cade al decimo mese successivo alla chiusura dell’esercizio.
- Versamento del saldo IRES e IRAP 2025 — Scade generalmente entro il sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio, ovvero entro il 30 giugno 2026, con possibilità di proroga al 31 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.
- Primo acconto IRES e IRAP 2026 — Versato nella stessa data del saldo. Se l’importo supera determinate soglie, si suddivide in due rate: la prima entro giugno/luglio e la seconda entro il 30 novembre 2026.
- 30 novembre 2026 — Secondo acconto IRES, IRAP e addizionali per le società che hanno optato per il versamento in due rate.
Per le società con esercizio non coincidente con l’anno solare, tutte le scadenze slittano in proporzione alla data di chiusura del bilancio. In questi casi è indispensabile costruire un piano fiscale personalizzato con il proprio consulente.
Come organizzare un calendario fiscale efficace
Avere un elenco di scadenze non è sufficiente: l’obiettivo è non arrivare mai impreparati, e questo richiede un sistema di gestione attivo, non solo un promemoria sul telefono.
Un approccio efficace prevede tre livelli di pianificazione. Il primo è la visione annuale: a inizio anno si mappa l’intero calendario con tutte le scadenze rilevanti per la propria categoria — professionista, ditta individuale o società di capitali. Questo consente di anticipare i mesi più gravosi sul piano finanziario, tipicamente giugno e novembre, e di accantonare la liquidità necessaria con il giusto anticipo.
Il secondo livello è il promemoria mensile: ogni adempimento dovrebbe essere inserito in agenda con un avviso almeno 15 giorni prima della scadenza. Questo margine consente di raccogliere la documentazione necessaria, effettuare i calcoli e predisporre i pagamenti senza fretta di ultima ora.
Il terzo livello è la delega strutturata al commercialista. Molti studi professionali gestiscono le scadenze inviando al cliente una comunicazione preventiva con l’importo da versare e le istruzioni operative. Questo sistema riduce quasi a zero il rischio di dimenticare un adempimento e permette al titolare di concentrarsi sulla propria attività.
Sul piano degli strumenti, un foglio condiviso aggiornato insieme al commercialista rimane una soluzione pratica e affidabile. Chi preferisce strumenti digitali può valutare software di contabilità con funzioni di alert automatici, purché i dati siano sempre allineati con quelli del professionista che segue la contabilità ufficiale.
Il consiglio pratico
Per chi è in regime forfettario, una regola utile: accantona il 30–35% di ogni incasso. Copre imposte e contributi INPS senza trovarti impreparato.
Hai bisogno di supporto per gestire le scadenze fiscali? Contatta Studio CITI snc — assistiamo professionisti e aziende a Milano dal 1984.
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